Sono le dieci e tutto va bene

Sono le dieci e tutto va bene, rivista di Garinei, Giovannini, Marchesi 1946

Roma, 12 marzo 1946

Una rivista affidata esclusivamente ad attori di prosa, senza corpo di ballo né numeri di varietà, non poteva a meno di attrarre anche noi tra la folla dei curiosi che ieri sera occupavano non solo i regolari sedili ma i canali e i corridoi del Teatro Quattro Fontane, stipato come una circolare rossa nelle ore di punta. La Rivista è tramata sui soliti motivi: tanto di satira ai partiti politici e alla vita cittadina, tanti di discreti accenni patriottici, tanto di evocazioni delle ingenue età ottocentesche e del «beato» anteguerra, tanto di parodie teatrali: ma anche fra questa trita materia Garinei, Giovannini e Marchesi ne hanno trovata qualcuna buona; è tuttavia un peccato che alle volte si siano lasciati scappar di mano occasioni e spunti abbastanza ghiotti. Ad ogni modo gli attori, che con pretesti meglio vivi avrebbero potuto divertirsi e divertirci di più, se la sono cavata con brio: al primo posto Anna Magnani, tutta indulgente a sommesse note patetiche e sentimentali, ma grazie al cielo riscossa di quando in quando dai suoi gagliardi scatti petroliniani; e al suo fianco Viarisio, creato e messo al mondo per la carictura come ognun sa. Temperamenti autentici come quelli della vecchia Dondini, del veterano Pilotto e della giovine Ninchi non hanno trovato molto di originale da mettere fuori. Eccellente Aroldo Tieri nella dizione di un capovolto «fattaccio» romanesco. Il Rondinella ha una simpatica voce; il Volpi ha una certa vena. Soli quadri danzanti quelli della Silva, vigorosa, flessuosa, elegante e ammiratissima.
Molti applausi e parecchi bis. Ma perché cominciare alle 6 e un quarto lo spettacolo annunciato per le 6 e mezzo?
Le repliche da oggi.

Silvio D’Amico

Sono le dieci e tutto va bene, rivista in due tempi di Garinei – Giovannini – Marchesi, Compagnia Anna Magnani, regia di Mario Mattoli.

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