Anna Magnani: Roma non la riconosco più

Roma, estate 1972

Sono amante del silenzio e della solitudine, perciò finirò per trasferirmi in campagna a fare la contadina. Roma non la riconosco più: è un caos e la gente nelle macchine ha sguardi da pazzi. Per la mia sensibilità è troppo sopportare una umanità che fa pena. Per questo trascorro gran parte del mio tempo al Circeo. Ora che Roma è deserta e che il Circeo è un caos, me ne sto qui, a casa mia.

Perché i giornali si ostinano a volermi vedere come una donna infelice, torva? Io ho avuto grandi successi anche nella mia vita di donna, non solo nella mia vita di attrice. E’ il mio temperamento che mi ha fatto e mi fa essere infelice perché mi basta un niente per rompere l’atmosfera. Mi basta una persona che nel subcosciente avverto non amica, non sincera, e io mi chiudo, oppure me ne vado, oppure ho delle reazioni che come vengono vengono.

I veri momenti infelici per me sono quando devo comportarmi da ipocrita, stringere per esempio la mano a qualcuno che non vorrei neanche salutare. Purtroppo nella vita di lavoro ogni tanto accade. Fortunatamente, per me l’more ha sempre avuto un posto importante nella vita. Anche quello che mi dà il pubblico è amore e io ci ho sempre tenuto tanto. Voglio essere amata perché quando mi sento voler bene mi sento più protetta, ed è per questo che accetto soltanto un lavoro se lo trovo giusto per me. Ma non so se valga la pena oggi. La produzione, salvo pochi film, è una produzione di consumo che arriva ad essere stomachevole.

Anna Magnani

Annunci