Anna Magnani in America

“In America mi sentirei sola come un cane senza padrone. Spaesata, sola, indifesa. Hollywood divora gli attori, con le tendini, le ossa e il cuore”

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Anna Magnani ed il regista John Ford sull'Andrea Doria
Anna Magnani ed il regista John Ford sull’Andrea Doria

Aprile 1953

Anna Magnani è partita per Nuova York. Se le notizie diramate a proposito di questo viaggio sono esatte, l’attrice si ripromette il soggiorno di un mese in America, dove assisterà alla presentazione del film di Visconti, Bellissima, da lei interpretato. Altre notizie giunte da Genova (donde la Magnani è partita a bordo dell’Andrea Doria) aggiungono che non è da escludere una sua scrittura a Hollywood, dove la si vorrebbe protagonista di un film americano. Per quanto noi possiamo saperne, queste informazioni sono inesatte; saremmo più espliciti, asserendo che si tratta d’una sciocchezza.

Una sciocchezza, anzitutto, in linea di fatto: è noto che la Magnani ha assunto vari impegni a breve scadenza, in Italia, e fra l’altro, l’impegno di un ritorno agli spettacoli teatrali. (Come la Bergman, che sarà, quanto prima, al San Carlo di Napoli, la protagonista di Giovanna al rogo di Honegger, anche Nannarella è colta dalla nostalgia della ribalta). Ma si tratta, egualmente, d’una sciocchezza in linea d’ipotesi. Tempo fa, a Roma, in un colloquio che noi avemmo con la Magnani a proposito della possibilità di un suo temporaneo trasferimento all’estero, e particolarmente a Hollywood, appunto per partecipare all’uno o all’altro dei film che le erano stati proposti, ella ci disse un «no» che era una decisione definitiva. Definitiva e convincente.

«In America mi sentirei sola come un cane senza padrone. Spaesata, sola, indifesa. Hollywood, dice taluno, divora gli attori, con le tendini, le ossa e il cuore. Livella, sostengono, le personalità di ciascuno, togliendo loro i succhi vitali, ora, è chiaro che i miei succhi sono italiani e inaridirli significa inaridire tutta me stessa. Ammiro i film americani, quando sono belli, ma non vedo come possa inserirmi in essi. Comunque, se non ci andrò ad Hollywood — almeno se non ci andrò a lavorare — è principalmente per questo: per non sentirmi sola».

Chi conosce Anna Magnani — e conoscerla nell’arte sua significa un poco nella vita privata, tanto le due cose hanno modo di coincidere, in lei — non stenta a capire questo suo angoscioso timore della solitudine. Che abbia necessità, per esprimersi, di sentire fortemente avvinta alle sue radici è dimostrato dalla sua partecipazione a La carrozza d’oro, in cui la sua spontaneità, compromessa dal clima del film, a lei estraneo, fu messa a dura prova e si salvò, a stento, nelle risorse della classe. Pensiamo che, coerente con se stessa, ella non accetterà scritture americane. Che se invece cedesse alle lusinghe della tentazione sarebbe proprio lei a sbagliarsi. Ma non lo farà; è troppo accorta e giudiziosa per farlo.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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