L’odissea americana di Rossellini

Questa è la vera storia di un contratto e di molte malignità circolate sul conto di Ingrid Bergman e di Anna Magnani

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Roberto Rossellini, Ingrid Bergman ed il marito Peter Lindstrom
Hollywwod, febbraio 1949. Roberto Rossellini, Ingrid Bergman ed il marito Dr. Peter Lindstrom assistono alla prima visione di “Paisà”.

Roma, Marzo 1949

Questa che io mi accingo a raccontare è la storia vera di un grande regista e di due grandi attrici contemporanee: il grande regista è Roberto Rossellini, le due grandi attrici sono Ingrid Bergman ed Anna Magnani: personaggi, tutti e tre, di primissimo piano nel campo cinematografico mondiale. La storia che leggerete è una semplice cronaca degli interessi che hanno legato negli ultimi tempi questi tre personaggi, attirando su di loro l’attenzione del mondo.
Roberto Rossellini ventilava da tempo d’idea di un film con la Bergman, ma non riuscì per ovvie ragioni ad incontrarsi con lei finché non andò in America per ricevere il premio internazionale di Paisà. Roberto partì in aereo e giunse in America come un trionfatore, facendo intendere tra l’altro che egli avrebbe voluto prendere due piccioni con una fava: cioè che non sarebbe tornato in Italia senza un contratto con Ingrid. Gli americani sono facili agli entusiasmi improvvisi e accolsero Rossellini nella maniera migliore, con parate di fotografi e di giornalisti, pranzi in suo onore, serate di gala, visioni speciali e promesse latenti. Roberto Rossellini che era partito dall’Italia alla vigilia dell’inizio di un altro film con Anna Magnani, si guardò intorno e fece il suo gioco.

I giornali già annunciavano l’incontro Bergman-Rossellini e parlavano ormai apertamente della partecipazione del produttore Goldwyn. Né Rossellini, né la Bergman, né lo stesso produttore pensarono a smentire questa notizia, ancora ufficiosa, che però presto sarebbe divenuta ufficiale. Poi Goldwyn, che evidentemente vedeva in questa combinazione un grosso interesse, iniziò una rapidissima campagna pubblicitaria sul binomio Bergman-Rossellini. Il mondo cinematografico internazionale sembrava aspettare solo questo e rimase in attesa di una conclusione. Goldwyn combinò una grande conferenza stampa con discorsi augurali del regista, della Bergman e suoi: Conferenza che si concluse con un brindisi augurale. Rossellini aveva capito gli americani, la loro impulsività, la loro rapidità negli affari e si lasciò fotografare accanto all’attrice e al produttore, in atto di firmare il contratto, serio e sorridente, con e senza la penna in mano. Qualche ora dopo i giornali di tutto il mondo riportavano quelle fotografie a davano il contratto già per firmato. In America le cose si fanno a questa maniera: la firma vera e propria viene messa dopo, alla presenza di avvocati ferratissimi e senza troppa pubblicità. Evidentemente il gioco di Rossellini era quello di mettere il produttore davanti al fatto compiuto per poi ricavare il massimo a proprio vantaggio. Perciò solamente quando i tre grandi del cinema si riunirono per la firma definitiva, saltò fuori che la Bergman chiedeva il quaranta per cento sugli incassi e Rossellini il venticinque. A Goldwyn, che avrebbe messo nell’affare i cinquecento milioni o più di lire occorrenti per la realizzazione del film, non rimaneva che un misero quarantacinque per cento. «Cosa fatta capo ha», dice un noto proverbio. Ma indubbiamente questo detto non si presta alle nuove generazioni e tanto meno a quella americana. Tanto è vero che dopo aver invano discusso a lungo per venire ad un ulteriore accordo, al produttore non rimase che fare una controdichiarazione alla stampa, spiegando le ragioni che avevano determinato questa rottura un attimo prima della firma.

Per un giornale americano è importante la grossa notizia, ma è altrettanto importante la grossa smentita, specialmente se, come questa, darà luogo a molte chiacchiere. Gli americani accusarono il colpo di Rossellini ma non esitarono a criticarlo duramente, come non avevano esitato a elogiarlo qualche giorno prima. E il 17 febbraio l’United Press diramò da Hollywood in tutto il mondo un commento sulle divergenze tra Goldwyn e Rossellini.

Fin qui la verità sul mancato accordo con Goldwyn. Ma poiché i produttori crescono come i funghi anche in California, Rossellini e la Bergman non hanno tardato a trovare un altro finanziatore. Il film verrà prodotto sotto la sigla Be-Ro (prima sillaba dei nomi dell’attrice e del regista) e sarà distribuito in tutto il mondo dalla RKO. Di questo nuovo accordo stipulato con Howard Hughes non si conoscono troppi particolari né le percentuali che legano attrice, regista e produttore: si sa soltanto che il contratto (firmato questa volta con ben minore campagna pubblicitaria) consta di 180 pagine dattiloscritte, mentre il treatment del film raggiunge a malapena le 46.

Secondi i dispacci dall’America e secondo quanto ha riferito Rossellini, Ingrid Bergman giungerà in Italia nella prossima settimana e il film dovrebbe iniziare il primo aprile improrogabilmente per durare quattro mesi. Ragione per cui il preannunciato film che Rossellini doveva fare con Anna Magnani non andrà più in porto. Rossellini da quando è partito per l’America non ha fatto che telefonare o telegrafare giornalmente rassicurando che il film Aria di Roma l’avrebbe cominciato a portato a termine. L’ultimo telegramma ricevuto dal produttore Barattolo dave per giorno d’inizio il 25 febbraio. Ragione per cui la Magnani si credette in dovere di inviare all’Europeo una lettera che non venne pubblicata. Scornata da questo fatto la diva ne inviò copia a un settimanale romano che finalmente la pubblicò. La riportiamo qui sotto:

Gent. Direttore, leggo nell’Europeo del 20 febbraio una cronaca che mi riguarda dal titolo La Magnani è gelosa di Ingrid Bergman, con relativa interpretazione del signor Gino Visentini. Tengo a precisarle quanto segue: tanto io quanto la signora Bergman abbiamo l’una dall’altra la più grande considerazione e la più alta stima. Nel caso proprio che il signor Visentini ci tenesse, le dirò allora che per me sarebbe sempre un onore essere gelosa di una grande attrice. Questo già che avete voluto taccare la questione con così poco tatto. E per finire le dirò che, per quanto mi riguarda, sono assolutamente convinta che il signor Rossellini, da vero artista e da galantuomo, non verrà a meno ai suoi doveri nei riguardi di un’artista, soprattutto italiana. Per il resto deploro ecc.

Anna Magnani non era all’aeroporto di Ciampino la sera dell’arrivo di Rossellini dall’America: c’erano ad attenderlo giornalisti, fotografi, il fratello e il figlio. Si trattò di un ritorno in famiglia. Il bambino rimproverò il papà di non essere tornato in tempo per carnevale e Rossellini per tutta risposta gli aprì seduta stante una valigia contenente un costume completo da pellerossa.

Anna Magnani vide il regista solo l’indomani: che cosa si siano detto non si sa, fatto si è che sembrano tornati di buon accordo.

Un ultimo fatto non è stato smentito né dal regista né dall’attrice svedese: il romanzo d’amore che sarebbe rapidamente fiorito e maturato fra i due durante il breve soggiorno americano di Rossellini: ne hanno parlato ininterrottamente i cronisti pettegoli di Hollywood.

Rimane da dire che il nostro regista è tornato dall’America soddisfatto di sé: ha dichiarato di aver speso, solo nel primo giorno di permanenza, 167 dollari e di aver scelto la Bergman perché è l’attrice che attira più pubblico in tutto il mondo. Il miglior film che ha veduto durante il suo soggiorno è Johnny Belinda, diretto da Negulesco con interprete Jane Wyman nella parte di una sordomuta.
Rossellini è diminuito di cinque chili a causa degli strani pasti che gli davano. Ha però reagito vivamente quando si è visto presentare una insalata con fagioli, noci, carotine e panna montata.
Al Mocambo, come era prevedibile, ha conosciuto quasi tutti i personaggi più importanti del cinema americano. Trova che negli Stati Uniti i marciapiedi potrebbero essere aboliti senza che nessuno ne risenta, dato che, a sentir lui, tutti vanno in macchina e non gli è riuscito di vedere un pedone.
Giorgio Salvioni

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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