Alla premiere di Vulcano tutti parlavano di Rossellini

Mentre sullo schermo, infatti, la Magnani viveva magistralmente il dramma di Maddalena, nelle redazioni dei giornali piombava inattesa e folgorante la «prematura» notizia della nascita del figlio di Ingrid

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Manifesto per il film Vulcano di William Dieterle
Manifesto del film

Roma, febbraio 1950

Serata sismica quella del 2 febbraio u. s. al cinema Fiamma di Roma, durante la «gala» per il film Vulcano. Le prime «scosse» furono avvertite alle ore 10,30, le ultime alle ore 1,40.

Gli spettatori, tra i quali erano Vittorio Emanuele Orlando, Zellerbach, ministri, senatori, deputati, registi, attrici, attori e filantropiche marchese, cominciarono a considerare la possibilità di un sabotaggio del film quando, dopo venti minuti di continue interruzioni a salti, tacque il sonoro. Tornò la luce in sala e Renzo Avanzo, soggettista e aiuto regista del film, salì sul palcoscenico piroettando alla Harry Feist, Quindi, fra lo stupore generale, il singolare presentatore dichiarò: «Questo che state vedendo non è il film che abbiamo fatto. Comunque abbiate pazienza: si deve riparare un guasto alla macchina del sonoro». Anche dopo il lungo intervallo, la proiezione non riprese regolarmente e, prima di giungere alla sospirata fine, si verificarono altre due interruzioni. Al termine della proiezione Sandro Pallavicini disse ad uno dei produttori del film, Ferruccio Caramelli: «Non capisco perché hai preso Roberto Rossellini come operatore di cabina». Era una gustosa malignità. Secondo voci più accreditate il «sabotaggio» sarebbe stato invece di natura politica, essendo la «gala» a beneficio del «villaggio del fanciullo giuliano».

Nel corso della serata inoltre la signora Calvino veniva derubata della borsetta; Luchino Visconti e Massimo Girotti si scontravano con un fotografo, ostinato nel fare scattare il lampo della sua macchina più volte durante la proiezione, e l’attore Folco Lulli fu aggredito da un inesorabile mal di denti e costretto ad abbandonare la sala.

Il destino volle che Rossellini fosse a tutti i costi il protagonista della serata. Mentre sullo schermo, infatti, la Magnani viveva magistralmente il dramma di Maddalena, nelle redazioni dei giornali piombava inattesa e folgorante la «prematura» notizia della nascita del figlio di Ingrid. Il collega GianLuigi Rondi, che ha preso nella «corte» di Rossellini il posto del compianto Mariano Cafiero, si trovava tra noi al cinema Fiamma ma, riuscendo a dominare l’emozione, teneva ben celata nel cuore la notizia appresa pochi minuti prima delle 21, e alle ore 23,30, in preda a viva agitazione abbandonava il suo posto di critico per recarsi alla Clinica Margherita a visionare il neonato. Poi, avute disposizioni dall’alto, ne dava la comunicazione ufficiale alle redazioni dei giornali. Fra l’altro, il portavoce di Rossellini si è premurato di dichiarare che i genitori del Rossellini junior erano concordi nel battezzare ed allevare il bimbo secondo la religione cattolica.

 

 

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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