Vulcano

Bisogna aver visto Anna Magnani al lavoro, un lavoro assiduo, senza riserve, snervante, che le ha permesso di assorbire il suo personaggio con prodigiosa facilità.

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Anna Magnani in Vulcano
Anna Magnani in Vulcano foto Maraini

Gennaio 1950. Per la prima volta un celebre regista americano, William Dieterle, ha diretto, in Italia, un film interpretato da una nostra celebre attrice, Anna Magnani, da un nostro attore popolarissimo, Rossano Brazzi, e da una giovane americana già celebre, Geraldine Brooks; un esempio di collaborazione internazionale che apre nuove vie al nostro cinema.

Chi conosce l’arcipelago delle Eolie, nude e ardue isolette vulcaniche rose dalle maree, ha già molti punti di vantaggio sulla gran massa del pubblico per arrivare a comprendere quale potrà essere l’atmosfera in cui si muovono i protagonisti del film Vulcano, quale la psicologia di Maddalena, eroina della vicenda, il cui destino è il destino stesso delle genti dell’arcipelago; uomini, donne, bambini che, come il flusso e il riflusso del mare, ogni settimana i piroscafi strappano alla loro povera terra verso lunghi anni d’emigrazione, o a quelle rocce riconducono dalle terre più lontane, segnato il viso dal lavoro. Ma avere idea della vita dell’arcipelago non basta.

Come conciliare Anna Magnani quale la conosciamo, così esuberante e naturalmente portata al riso, con la scarna, disperata nudità dell’ambiente, con Maddalena, infine, che porta il peso di tante amare esperienze, di un’infelicità ancor più grave perché è di tutti oltre che sua?

Bisogna averlo visto girare, Vulcano, per capire. Bisogna aver visto Anna Magnani al lavoro, un lavoro assiduo, senza riserve, snervante, che le ha permesso di assorbire il suo personaggio con prodigiosa facilità. Preferendo riposare al mattino, dedicava il pomeriggio e la notte, ogni giorno, allo studio e alla preparazione del suo animo d’artista. Con l’aiuto di una amica americana, ha saputo persino mettersi in grado, in pochi giorni, di recitare in lingua inglese con perfetta efficacia. Né mai si è stancata di provare e riprovare, sotto il sole spietato o alla luce abbagliante dei riflettori, pur di riuscire a dare il meglio di sé stessa, nella duplice versione in italiano e in inglese.

Il regista William Dieterle, è entusiasta di lei. Subito un’intesa artistica quasi istintiva si è stabilita fra l’attrice e il regista, e non v’è scena che non sia stata studiata e attuata in comune accordo; insolitamente tolleranti e comprensivi l’uno dell’altra, hanno sempre saputo riconoscere ciascuno i propri errori ed emendarli.

Così non è stato difficile lavorare a Vulcano. Duro, durissimo, sì, ma in perfetta armonia con gli uomini e con la natura, la quale è, in fondo, la grande protagonista del film. Una natura primordiale, aspra e minacciosa, e perciò ardua da affrontare e da ridurre — contaminandola il meno possibile — alla stregua delle umane passioni, siano pur esse le più istintive ed essenziali.

Costante, dominante, è stato lo sforzo d’inchinarsi alla natura. Ed è questo scopo che la Società produttrice, Artisti Associati – Panaria Film, ha deciso fin dall’inizio di realizzare l’opera nei luoghi stessi dove si svolge la vicenda, trasferendo l’intera compagnia all’isola di Vulcano. Buona parte delle scene, anche fra le più importanti, avrebbe potuto essere girata nei teatri di posa; ma il pubblico sa ormai per esperienza che gli artifici degli studios, anche quando sono perfettamente mascherati, infondono inevitabilmente una certa freddezza nella scena, e che essa si trasmette innanzitutto agli interpreti stessi.

Perciò non si è esitato di fronte ad alcuna difficoltà tecnica, ad alcun disagio fisico o morale. Dopo aver effettuato le riprese a Vulcano, l’intero cantiere è stato trasferito all’isola di Lipari, in località Canneto, ove si è continuato il lavoro fra le rocce bianche e roventi, nelle cave di pomice dove gli operai devono lavorare quasi soffocati dell arido pulviscolo. Un quadro naturale invero apocalittico la spietata ferocia del sasso infuocato a picco in un mare decisamente nemico.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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