Mamma Roma e la critica

Anna Magnani ha trovato in Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini il suo più felice personaggio.

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Anna Magnani in Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini

Venezia, Settembre 1962

… Però, il nostro filmone, il nostro pezzo forte, era stavolta Mamma Roma di Pasolini, vera summa del mondo e dell’estetica pasoliniana, che ci ha dato, oltre il resto, un folgorante ritorno di Anna Magnani, in uno dei suoi personaggi più complessi e più torturati.
Filippo Sacchi

A noi Mamma Roma è piaciuto soprattutto nelle intuizioni episodiche che si risolvono in fatto visivo di grande suggestione. Ci basterà accennare a due punti. L’aneddoto iniziale con la protagonista che assiste durante il banchetto nuziale, al trionfo della ragazza che le ha portato via l’amante, un classico pappa, frutto malaticcio delle borgate. L’ambiente è rustico, le galline vengono a razzolare tranquillamente nello stanzone della rozza bisboccia. Un tantino ebbra, infelice ma superba, l’abbandonata improvvisa stornelli schernevoli. L’altro episodio è di più sottile bellezza, più lirico che drammatico. Ricciuto, glorioso, sicuro di sé, il giovane trascorre tra i tavoli nell’osteria tipica dov’è cameriere. Persuasa d’averlo sistemato, Mamma Roma lo contempla nell’ombra. Felice come una regina che veda il figlio in trono.
Pietro Bianchi

… In tal modo autentici valori indifesi vengono soverchiati ed annullati. È il caso di Anna Magnani, un’attrice che meritava — non per deferenza ma per valore — un largo omaggio.
Tommaso Chiaretti

Vi sono in Mamma Roma eccellenti brani, v’è il respiro di un autore. Ma è anche un film dilatato nella concitazione e nella misura al di là del punto limite. Il film di Pasolini è però tra i più importanti di quelli visti a Venezia che, tra l’altro, si riducono a quattro: oltre a Mamma Roma, Vivre sa vie, L’infanzia di Ivan, Cronaca familiare e Smog. Si può amarlo o non amarlo questo Mamma Roma, ma discordiamo col giudizio distratto e sommario con cui è stato accolto, e dispiace che la giuria non l’abbia registrato tra le opere premiate.
Maurizio Liverani

Non si potrebbe dire del film di Pasolini senza sciogliere prima un inno a lei (Anna Magnani) madre per eccellenza, come lo fu altre volte. Mai di maternità intensamente sofferta come questa — però mai — come nel felice film di Pier Paolo Pasolini, una madre di eccezione, nel cinema supremamente tragica ed infelice. Il primo ad unirsi all’inno è stato Pier Paolo Pasolini. La grande attrice gli ha offerto la possibilità di ravvivare con la sua partecipazione umana la tematica della proletariat. I ragazzi di vita e i bulli di periferia, hanno finalmente trovato una grande madre.
Riccardo Marchi

È un film come non se ne vedono tutte le settimane: si potrà non amare la vicenda, sopportare male i personaggi, sperare che Pasolini autore di romanzi e di film rivolga la sua attenzione a un mondo diverso. Eppure sarà difficile dimenticare gli antichi misteriosi ruderi della sua periferia, i carrelli a procedere sui lunghi monologhi della Magnani, la beccatissima battuta della ragazza che segue i suoi violentatori con la passiva rassegnazione di un animale, il giovane che serve i pasti in trattoria quasi danzando. Insomma tutta l’osservazione minuta, attenta, felicissima, che si traduce in punte stilistiche di straordinario vigore: e, dietro, il dolore autentico, severo, compatto, che è la tremenda vocazione di Pasolini, il porto infernale da cui partono e al quale arrivano tutte le sue esperienze.
Tullio Kezich

La battaglia per Mamma Roma non c’è stata. La maggioranza dei critici si sono trovati d’accordo nel pollice verso; la reazione del pubblico, dell’elegante pubblico del Palazzo del Cinema, nonostante il patologico per le parolacce e il dialetto romanesco, è stata, invece, più generosa delle previsioni. Anche a noi il secondo film di Pier Paolo Pasolini piace fino a un certo punto, meno di Accattone comunque; ma perbacco, sebbene sia così coccolato dal suo milieu letterario, questo petroliere della cultura italiana che spiace a Dio e ai nemici suoi, che è combattuto ferocemente da destra perché è un marxista, e evidentemente da sinistra perché lo è a modo suo, questo cantore della miseria romana che ha soltanto il torto di essere un cattolico senza saperlo (o, forse, lo sa, lo sa ma non riesce a risolvere la contraddizione), orbene questo Pasolini ha il diritto di essere giudicato con maggiore intelligenza e rispetto.
an.

Anche Mamma Roma (soggetto e sceneggiatura dello stesso regista) è destinato a dividere gli spettatori: tra osannanti ed esecranti non ci sarà posto per gli indifferenti. Perché è un film, nonostante la maschera spregiosa, di buoni sentimenti e di netta impronta italiana e cattolica, la cui vicenda di madre e figlio ha per posta la salvezza dell’anima e finisce con l’adombrare, nella prima la Mater Dolorosa, e nel secondo il Crocifisso. Ma quanti sapranno penetrare oltre quella maschera? Quanti non si lasceranno irritare dalla crudezza delle situazioni e dalla violenza del linguaggio?
Leo Pestelli

Mamma Roma è ugualmente un film d’autore, e diciamo subito che è più organico, più equilibrato, e molto più completo di Accattone. Non ha infatti sbavatura, e senza l’andamento picaresco che diventa facilmente barocchismo è compatto e stringato, disperato e malinconico anche nelle brevi aperture al sorriso ricavate dalla scaltrezza popolana. Anna Magnani ha trovato in Mamma Roma il suo più felice personaggio. È attrice grande, epperciò non fa da mattatrice, tanto da non sopravanzare il ragazzo Ettore Garofolo, un capolavoro di spontaneità. Giunta oggi a metà strada la ventitreesima Mostra del Cinema non poteva girare di boa meglio di così.
Libero Mazzi

Un film d’arte a cui il nome di Anna Magnani e un dialogo molto forte garantiscono un’ottima distribuzione in Italia e all’estero. Sarà certamente uno tra i migliori e più discussi film italiani della nuova stagione. L’adattamento di alcuni brani di musica classica, elaborato da Carlo Rustichelli, fa da sfondo all’azione e ne enfatizza gli effetti drammatici.
Robert Hawkins

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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