Incontro con Anna Magnani

Anna Magnani

Torino, Aprile 1946

Da molto tempo Anna Magnani mancava da Torino. Però si era fatta viva più volte sullo schermo: Teresa Venerdì, Roma città aperta, Abbasso la miseria. Tre film molto diversi di contenuto e di tono, dove la personalità della Magnani caratterizzava un tipo ben definito ed esprimeva qualcosa di genuino nel cinema italiano. La gente e l’aria di Roma, il carattere scanzonato e beffardo, gli accenti spontanei e cordiali, una parlata viva e pittoresca. Trilussa e Petrolini, una tradizione di vita e di arte, di poesia e di teatro. Roma e Anna Magnani, come dire Napoli e i De Filippo.

A Torino, dopo la lunga assenza, la Magnani se ne è venuta con l’eco dei successi romani e con una rivista di Garinei, Giovannini e Marchesi: E scampolo sogna. Una rivista spiritosa, gradita dal pubblico. Per divertirlo, non ricorre a balletti e a nudismi. E questo è un gran merito.

Sono andato al Carignano a far visita alla Magnani, fra un tempo e l’altro della rivista.

— È un pubblico molto intelligente ed educato quello di Torino — essa mi dice — e questo teatro un vero gioiello. Anche i miei compagni, Viarisio, Pilotto, la Dondini sono molto contenti di essere venuti a Torino.

— Dove andrete, dopo?

— Faremo un giro nel Nord: Milano, Bologna, Firenze, Genova. Mi hanno offerto una scrittura in America per cantare in un club notturno, ma non l’ho accettata.

— Nella prossima stagione lavorerà ancora nella rivista?

— No. Voglio occuparmi del teatro di prosa. Prima di questa rivista ho rappresentato all’Eliseo con Ruffini e Pilotto, Tieri, Romano, Ninchi e Roldano Lupi l’Anna Christie di O’Neill. Non so ancora quale lavoro sceglierò. Probabilmente un altro famoso autore straniero, su cui si racconta una storiella… Una sera egli su trovava dal direttore di un teatro ove si replicava un suo lavoro. Entrò un macchinista a chiedere un aumento di paga. «Non posso — gli disse il direttore — vi dò già abbastanza e poi avete il vantaggio di ascoltare tutte le sera la commedia del nostro grande autore». «È ben per questo che io chiedo un aumento di paga», rispose il macchinista. Scherzi a parte, è un lavoro molto buono e metterò tutto il mio impegno.

Avevo altro da chiederle, ma le esigenze dello spettacolo interruppero la nostra conversazione. Ci rivedemmo il giorno dopo nell’antica sede dell’Arsenale ove si girano gl’interni del film Il bandito diretto da Lattuada. La Magnani, che impersona la parte di una allegra donnina fra due uomini, Amedeo Nazzari e Mino Doro, è affaticata.

— Non riesco a riposarmi — mi dice mentre la sua controfigura la sostituisce nella prova di una scena. — Di giorno il film, di sera il teatro. Eppure il cinema mi piace tanto…

— Ha qualche progetto dopo questo film?

— Oh sì. Ho già un contratto con il regista Rossellini per l’interpretazione di un film di cui io stessa ho preparato il soggetto. Protagonista è una vecchia madre che tenta di salvare la famiglia dallo sfacelo del dopoguerra…

— Vuol dirmi ora qualcosa della radio?

— Sono stata alla radio soltanto per uno spettacolo dedicato ai soldati. Non approvo la trasmissione di commedie alla radio; preferisco ascoltare musica, leggera e sinfonica. La propaganda politica, meglio che alla radio, si dovrebbe fare sui giornali. La gente vuole distrarsi, evadere dai soliti discorsi e non riascoltarli quando si mette a tavola…

Mentre parliamo, il cane di Anna Magnani, un bassotto dal pelo lungo, se ne è andato in un canto scambiando, forse per la luce dei riflettori, una colonna di legno per una di quelle presso cui si sofferma per strada.

— È l’istinto — commenta la Magnani. — Bisogna perdonarlo, povero piccolo. Anche gli uomini agiscono per istinto. Quando passa un carro di fieno, chi non ci strappa una pagliuzza? Lo diceva già Trilussa:
E dar signore infino ar cerinaro
li trovi tutti co’ la paja in bocca.
Embè, ched’è? L’istinto der somaro.

Anche Petrolini m’avrebbe risposto così, perché quelli di Roma, quando possono non perdono mai l’occasione di dare, piccoli o adulti, a teatro o fuori, «’na bbona risposta»

 

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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