Nannarella non sei più tu!

La cura di Hollywood ha cambiato la Magnani

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Anna Magnani 1959
Anna Magnani 1959

Roma, ottobre 1959

Se non fosse stato per gli occhi, forse non la avrei riconosciuta. Ma come? Era Anna Magnani quella distinta signora vestita a nero, ben pettinata, piena di sussiego, che mi veniva incontro sorridendo garbatamente? O non era piuttosto la moglie di un vecchio generale a riposo, una di quelle signore della nostra buona borghesia, che dividono il loro tempo fra canaste di beneficenza, riunioni di dame della carità e visite  agli asili infantili delle borgate? No; era Anna Magnani. Me lo dissero gli occhi, i suoi grandi occhi profondi; quegli occhi che sanno parlare anche se la bocca resta muta. Gli indimenticabili occhi di Nannarella ai quali sembra dedicata quella stupenda canzone napoletana che dice: «Uocchie che arraggiunate…».

Della Magnani che noi tutti conosciamo ed amiamo, Hollywood ci ha restituito questa volta soltanto gli occhi. Tutto il resto è cambiato. Non c’è più l’Anna Magnani esplosiva, interprete de L’Onorevole Angelina; non c’è più l’Anna Magnani piena d’umanità popolare che ha interpretato Bellissima; non c’è più l’Anna sguaiata, violenta, simpaticamente volgare, che tutti ricordiamo. Hollywood l’ha cambiata. Sono bastati tre films negli Stati Uniti, per darci una Magnani nuova, paziente, affabile, senza scatti e senza impennate; e per di più una Magnani che parla un italiano a bocca stretta, come se prima di parlare la avessero costretta ad addentare un limone.

Anche fisicamente è cambiata: ha il viso scavato, i lineamenti tirati: e gli occhi campeggiano su questo viso sempre mobilissimo; e dicono a volte più di quanto la bocca non voglia dire.

Le domande che le si vogliono rivolgere, quando si parla con Anna Magnani, sono tante che fanno ressa sulla bocca; e ciascuna vorrebbe uscire per prima.

— Che ne dice di Marlon Brando?

— È un delizioso compagno di lavoro ed un attore insuperabile…

Anna ha girato accanto a Marlon Brando il suo ultimo film americano, tratto come i precedenti, da una commedia di Tennessee Williams,

—  È vero che ha un mucchio difetti?

Ecco; adesso sono i suoi occhi a parlare; prima che la bocca vi dia una risposta. Ammiccano con malizia, quegli occhi; ed Anna Magnani risponde:

— Anche io sono piena di difetti… Ma ad un grande artista come Marlon Brando, si perdona volentieri qualunque cosa…

— Ha sentito parlare, ad Hollywood, di Sophia Loren?

È senza dubbio una domanda a doppio taglio: serve anche a saggiare il terreno; la risposta confermerà la prima impressione, mi dirà se la Magnani è affettivamente cambiata o no.

— Ad Hollywood, durante le riprese del mio ultimo film, lavoravo dalle sette della mattina fino alle sette della sera. Tutti avevamo, quindi, troppo da fare per occuparci di Sophia Loren

L’ha detto con naturalezza; e con quel suo accento italiano da vecchio zio di America.

Proviamo ancora a punzecchiarla? Benissimo; ecco la domanda:

— È vero che girerà in Italia un film diretto da Rossellini?

Non si scompone, non si inalbera, non ribatte con una rispostaccia. È sempre molto pacata e molto composta.

— L’avete scritto voi giornalisti… — Dice. E dopo un attimo aggiunge: — Girerei volentieri un film diretto da Rossellini, se si presentasse l’occasione per fare un grande film, poiché ritengo Rossellini un grandissimo regista…

Toccati! No; Anna Magnani non è più lei. Ma ecco, improvvisamente, riaffiorare Nannarella.

— Del resto, — conclude — penso che Rossellini, dal canto suo, abbia una gran voglia di fare un film con me…

E ride: ma pianamente, discretamente. Non è più la sua risata larga, sincera, spontanea; quella risata di un tempo, che ricordava una cascatella alpina, tanto era fresca e chiara.

— Si fermerà molto in Italia?

— Girerò un film diretto da Monicelli: un film comico, tratto da due racconti dello scrittore Alberto Moravia. Dopo non so. Comunque più in là tornerò ad Hollywood. V’è, ad attendermi; una commedia si Tennessee Williams, che attualmente si recita a Broadway con enorme successo. Gli sceneggiatori sono già al lavoro: appena tutto sarà pronto, partirò.

— E il teatro? Non tornerà mai più a recitare in teatro?

— Sarebbe necessaria una lunga preparazione: manco da troppo tempo dal palcoscenico, e senza una preparazione adeguata non mi sentirei di affrontare il giudizio del pubblico…

Questa volta è lei; è l’attrice cosciente, che ha un grande senso della responsabilità, che ha il massimo rispetto per il pubblico, che ha una vera e propria venerazione per l’arte.

— È contenta di essere di nuovo a Roma?

Allarga le braccia: come se volesse abbracciarla, la sua città. E gli occhi, i suoi occhi espressivi si riempiono di lacrime: commozione, gioia, affetto: c’è tutto questo, e c’è altro ed altro ancora in quello sguardo. E mi sembra di veder riflessi negli occhi profondi di Anna, Trinità dei Monti e Santa Maria in Trastevere, il Pincio, il Campidoglio e San Pietro.

— Qual’è il suo programma per i prossimi giorni?

— Parto subito per il Circeo. Ho tanto bisogno di riposo e tranquillità; ho tanto desiderio di azzurro…

La chiacchierata è finita. Mentre mi congedo da Anna Magnani, qualcuno, passando la urta inavvertitamente. Ecco — penso — ora esplode; adesso torna ad essere Nannarella… Invece niente. L’uomo che l’ha urtata si scusa; e Nannarella lo guarda e sorride, come per dire: «Non è niente, le pare?».

È un’altra. Decisamente è un’altra. Ma no! Non è così! Non ho tenuto conto degli occhi. Nannarella ha sorriso, è vero; ha mormorato anche, a mezza bocca, con il suo nell’accento verniciato da esotismo «Ma le pare?»; però i suoi occhi, gli occhi di Nannarella, hanno detto qualche altra cosa. I sembra — o mi sbaglio? — che abbiano mandato il passante distratto e frettoloso, a…

Avrei voluto incominciare il pezzo, scrivendo: Nannarella non sei più tu! Ma dopo quell’occhiata, penso che ciò non sia più possibile. Sì, è vero, è cambiata. Può sembrare la moglie di un vecchio generale, dedita alle canaste di beneficenza, ed alla raccolta di fondi per i cagnolini orfani. Ma gli occhi di Anna Magnani, hanno sempre lo sguardo ironico di Nannarella. E, forse, tra un mese o due, quando i suoi polmoni avranno immagazzinato un po’ di quest’aria del Cupolone, tornerà ad essere lei, Nannarella, anche nel modo di parlare, e nelle esplosioni di collera.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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