Anna Magnani e Rossellini i migliori del mondo

Per la prima volta il cinema italiano balza agli onori di una classifica internazionale imponendosi con una sua attrice, un suo film e un suo regista fra la migliore produzione di tutto il mondo

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Anna Magnani e Rossellini

Roma, gennaio 1947

Qualche giorno prima di Natale è arrivata da New York la seguente notizia:

«L’attrice italiana Anna Magnani è stata classificata la migliore attrice della produzione cinematografica dell’annata per il film Città aperta. La classifica è stata fatta dallo speciale Comitato Nazionale che ogni fine d’anno passa in rassegna la produzione cinematografica mondiale.

Il film giudicato migliore è Enrico V. Lo stesso riconoscimento ha avuto il suo interprete Laurence Olivier. La migliore regia è stata giudicata quella di William Wyler per il film americano I migliori anni della nostra vita. I quattro film giudicati migliori sono nell’ordine, i seguenti: Enrico V, Città Aperta, I migliori anni della nostra vita e Breve incontro. Quest’ultimo film, al pari di Enrico V è di produzione britannica»

Per la prima volta il cinema italiano balza agli onori di una classifica internazionale imponendosi con una sua attrice, un suo film e un suo regista fra la migliore produzione di tutto il mondo. È un fatto nuovo che ci riempie di legittimo orgoglio. La cosa è tanto più confortante in quanto un così alto riconoscimento ci giunge al termine di un anno particolarmente amaro i cui avvenimenti indicevano a credere che gli italiani, circondati dalla generale diffidenza se non proprio dalla generale ostilità, fossero tenuti al bando da ogni attività internazionale. La decisione del National Board of Review of Motion Pictures costituisce il primo segno pratico e disinteressato di una incoraggiante e ragionevole giustizia nei nostri riguardi.

Il National Board (Comitato nazionale di critica del film) è un’istituzione tipicamente americana che si propone lo studio dei problemi cinematografici sotto il duplice aspetto del benessere pubblico e della pubblica educazione: un ente cioè che si occupa di tutto quanto riguarda il cinema con fini culturali e moralistici.

Esso svolge la sua complessa attività attraverso varie commissioni. Una di queste, che è composta da circa cinquecento uomini e donne di tutte le età e di tutte le condizioni, si propone, per esempio, di rappresentare nell’esame dei film la media della pubblica opinione: le sue decisioni servono per l’aggiornamento del Production Code, vale a dire del codice di censura seguito da tutti i produttori consorziati nel MPPDA.

Un’altra commissione, composta da duecento critici e studiosi, si occupa di cinema sotto l’spetto puramente artistico. Essa premia le pellicole più interessanti , il regista, l’attrice e l’attore artisticamente migliori.

Questa classifica, che precede di qualche settimana l’altra più generalmente noto dell’Accademia cinematografica (premi Oscar), è particolarmente importante perché non tiene affatto conto di quegli elementi commerciali e di successo che negli Stati Uniti formano così spesso la base di ogni giudizio critico; essa si ispira esclusivamente a criteri estetici. Il fatto che tutti i membri del National Board sono per statuto estranei all’industria cinematografica è la migliore garanzia di un’assoluta obiettività i giudizio.

Era dal 1939 che National Board non premiava film stranieri: in quell’anno il primo premio era stato dato a Quai des brumes di Carné. Nel ’38 era stato assegnato alla Grande illusion di Renoir; nel ’37, nel ’36 e nel ’35 non fu premiata nessun film straniero; nel ’34 e nel ’33 erano stati premiati i due film tedeschi Blue light con Leni Riefenstahl e Herta’s erwachen con Van Eyck; nel ’32 A nous la liberté di Clair e nel ’31 L’opera da quattro soldi di Pabst.

Ad Anna Magnani erano già stati assegnati, nell’estate scorsa, il Nastro d’argento del Sindacato dei giornalisti cinematografici per la migliore caratterista e il Premio Lido di Fotogrammi per la migliore attrice: può dunque considerarsi l’attrice più premiata dell’anno. Scritturata dal produttore americano Geiger, associato alla Metro-Goldwyn-Mayer, la Magnani si appresta a interpretare Cristo fra i muratori che, come è noto, sarà diretto da Roberto Rossellini con attori italiani e americani. Gli esterni del film saranno girati dal vero in America mentre gli interni verranno realizzati in Italia, a Napoli.

Terminato Cristo fra i muratori, Rossellini dovrà far fronte ad un contratto che lo impegna a realizzare due film per conto di un gruppo del quale fanno parte l’americano Geiger, la casa francese Discina e la casa italiana Scalera.

Mentre andiamo in macchina ci arriva la notizia che Roma, città aperta ha vinto un altro importante premio americano. L’Associazione del critici cinematografici di New York, che ogni anno, dal 1935, stabilisce una classifica dei migliori film proiettati, ha assegnato al film italiano il primo posto nella produzione straniera del 1946. In tal modo Roma, città aperta si è assicurata i due migliori premi che vengono conferiti negli Stati Uniti ai film esteri. Gli altri film stranieri premiati dai critici di New York sono stati nel ’39 Mietitura prodotto in Francia, nel ’38 La grande illusione di Renoir, nel ’37 Mayerling con Charles Boyer e nel ’36 La kermesse eroica di Feyder.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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