La Magnani-Magnani e non una Magnani Hollywood

“Se l’impostazione del lavoro ha un certo cliché, io posso essere libera finché mi pare, ma il film rimane quello”

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Burt Lancaster Anna Magnani The Rose Tattoo

Roma, giugno 1970

Si è detto che Vulcano, da lei interpretato nel ’50, fosse un po’ una concorrenza a Stromboli, il primo film della coppia Bergman-Rossellini.

Ma certo che lo era. Certo. Come mai l’ho fatto? Per i soldi. Perché mi hanno pagata in maniera… molto brillante. Ah be’, viene un momento in cui posso anche essere cinica. La storia però era bella e se non è riuscito un grosso film, dipende da Dieterle, il regista. Un uomo adorabile, guardi. Una persona perbene. Fine, sensibile. Ma che cosa poteva capire lui dell’isola, dell’ambiente italiano in cui si svolgeva la vicenda? Solo le cose che si sanno bisogna raccontare, no? Lui invece veniva dall’America e le scene le vedeva sempre in una data maniera… Tipo Hollywood, diciamo.

A posteriori non pensa che i suoi film americani abbiano tutti una patina un po’ di maniera?  

Eccetto La Rosa tatuata, gli altri due sì. Selvaggio è il vento e Pelle di serpente, sì. Un po’… Sebbene anche lì debbo dire che mi hanno lasciata liberissima. Però, se l’impostazione del lavoro ha un certo cliché, io posso essere libera finché mi pare, ma il film rimane quello. Con Daniel Mann, invece, il regista di Rosa tatuata, abbiamo parlato la stessa lingua ed è venuta fuori una cosa non tanto Hollywood. S’immagini che un giorno Mann s’è seduto vicino alla macchina da presa e ha detto a me e a Burt Lancaster: «Fate voi. Vediamo cosa combinate». Ora questo, per un regista americano, è la fine del mondo. In Rosa tatuata poi ho avuto la fortuna di trovare un produttore… duro eh, durissimo, ma molto intelligente. I primi giorni mi sentivo tutta squilibrata, fuori ambiente, no? Quando mi ha vista così, è venuto da me con il regista e mi hanno fatto questo discorso. Che per me è magnifico. «Noi ti sentiamo infelice, dentro. Noi vogliamo che tu sei la Magnani Magnani, e non una Magnani Hollywood. Perciò butta fuori quello che hai e sentiti te stessa». Forse il mio Oscar è nato anche da lì. Da quella comprensione.

(fine della seconda parte)

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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