Quattro storie per la Magnani in TV

I soggetti originali di Giannetti coprono un secolo di vita italiana puntando su quattro momenti cruciali: la presa di Roma nel 1870, la guerra 1915-’18, Roma occupata nel 1943 e la civiltà meccanizzata del 1970.

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Alfredo Giannetti con Anna Magnani
Roma 1971: Alfredo Giannetti con Anna Magnani.

Roma, settembre 1971

Se si dovesse scegliere un’attrice, fra le molte pur degne che annovera la nostra scena, per impersonare la tipica donna italiana — forse sarebbe più proprio dire: italica — cioè quella che ci figuriamo, idealizzandola, come la “summa” dei caratteri femminili più autentici del nostro paese, un nome s’imporrebbe di forza: quello di Anna Magnani.

Ed è alla Magnani, infatti, che automaticamente, necessariamente, si è pensato quando ha preso forma l’idea di realizzare una serie di episodi della storia italiana con una donna per protagonista. L’idea venne ad Alfredo Giannetti, regista, soggettista, sceneggiatore cinematografico assai noto e stimato (Premio Oscar per Divorzio all’italiana e più volte Nastro d’argento), autore televisivo popolarissimo (La famiglia Benvenuti prima e seconda serie). Per la Magnani basti ricordare, a testimonianza delle sue mirabili qualità, film come Roma città aperta di Rossellini, Bellissima di Visconti, La carrozza d’oro di Jean Renoir, La rosa tatuata dalla commedia di Tennessee Williams (che le valse il Premio Oscar, il più prestigioso fra i numerosi riconoscimenti ricevuti) e in teatro La lupa di Verga per la regia di Zeffirelli.

Il racconto che Giannetti fece ad Anna Magnani delle storie che aveva immaginato — poco più che spunti narrativi, allora, canovacci appena sbozzati — riuscì a interessare l’attrice. Storie tagliate su misura per lei, piene di fantasia e di verità, intessute di sentimenti genuini, drammatiche, patetiche e talvolta divertenti; storie così autentiche da convincerla ad accettare, lei tanto severa e perfino diffidente nel giudicare i soggetti che le vengono proposti e fermissima nel rifiutare le offerte pur economicamente allettanti se ritiene non convengano perfettamente alla sua personalità artistica.

La Rai decise subito di realizzare in coproduzione con le società cinematografiche Excelsior e Garden alla realizzazione della serie di film. È ormai da tempo che l’ente radiotelevisivo ha adottato con notevole successo la formula della coproduzione per opere di elevato livello artistico e spettacolare sfruttabili sul piccolo e sul grande schermo, ma realizzate secondo i sistemi cinematografici per quanto riguarda gli uomini, la tecnica e l’organizzazione. Ecco dunque, che mentre il cinema attraversa una fase di congiuntura sfavorevole, la TV si fa avanti per offrire e per ricevere enormi vantaggi mediante questo novo tipo di collaborazione.

Se ne ricordano, fra l’altro, alcuni esempi di grande rilevanza: Socrate di Rossellini, Diario di una schizofrenica di Nelo Risi, I clowns di Fellini, La strategia del ragno di Bertolucci, I recuperanti di Ermanno Olmi.

Una notevole riduzione dei costi, l’elevata qualità del prodotto e la partecipazione di nomi fra i più prestigiosi del cinema italiano sono i risultati più interessanti e vistosi di questa operazione culturale e popolare. I quattro film televisivi imperniati sull’interpretazione della Magnani (uno verrà prima immesso nel circuito cinematografico e apparirà sul video successivamente; gli altri tre, di cui uno in due puntate, saranno trasmessi dalla TV a partire  dal 26 settembre prossimo) presentano un cast d’eccezione in cui fanno spicco, come protagonisti maschili, attori famosi quali Marcello Mastroianni, Enrico Maria Salerno, Massimo Ranieri e Vittorio Caprioli. Caratteristiche che assicurano un ulteriore sfruttamento del programma di vendite all’estero.

I soggetti originali di Giannetti coprono un secolo di vita italiana puntando su quattro momenti cruciali: la presa di Roma nel 1870, la guerra 1915-’18, Roma occupata nel 1943 e la civiltà meccanizzata del 1970. Ma evitando ogni intenzione celebrativa e storicistica, questi grandi temi fanno soltanto supporto a vicende di palpitante e incisiva umanità, episodi legati all’ambiente, all’atmosfera, alla psicologia dei vari personaggi, ma dai quali emergono commoventi e persuasivi il senso dell’epoca e i caratteri vivi degli italiani.

Il primo film della serie, destinato a uscire nelle sale cinematografiche prima che in TV, vede, a fianco di Anna Magnani, Marcello Mastroianni. Ambientato nella Roma papalina alla vigilia del XX settembre 1870, racconta storia  di una popolana il cui marito è finito in carcere perché liberale.

La sciantosa, in cui il partner della Magnani è Massimo Ranieri, è la storia di una diva decaduta del caffè-concerto in tournée nelle retrovie del fronte durante la prima guerra mondiale.

In 1943: un incontro, storia di un amore insolito nella Roma occupata dai tedeschi, il protagonista maschile, accanto alla Magnani, è Enrico Maria Salerno.

Infine, L’automobile è una storia di oggi, una storia della società dei consumi, nella quale il mito della macchina diventa sostitutivo di ogni altra relazione umana, si fa dominante e soffocante. Con la Magnani, nel ruolo della “Contessa”, un’anziana mondana che nell’acquisto d’una vetturetta fuori serie vede il punto d’arrivo di una rispettabilità e di una normalità affettiva che non ha mai posseduto, partecipa Vittorio Caprioli.

Come si vede da queste brevi note riassuntive, si tratta di storie che vogliono essere esemplari di un modo tutto italiano di sentire e di agire, una costante dei sentimenti che si ritrova intatta nei pur diversi tempi, situazioni e caratteri. Anna Magnani ne rende tutte le modulazioni in una sorta di saggio di bravura offerto ai telespettatori, dal quale i personaggi rappresentativi della donna italiani balzano con singolare efficacia grazie alla graffiante e commossa, popolaresca e sensibilissima carica espressiva dell’attrice.

È assecondata dalle eccellenti prestazioni di tutti gli attori e soprattutto dai suoi quattro partner: Salerno, interprete straordinariamente dotato e professionista esemplare, sempre prontissimo, preparato disponibile; Mastroianni così istintivo e così sorvegliato, che ha voluto accettare la parte malgrado fosse carico d’impegni; Ranieri, dapprima emozionatissimo a lavorare al fianco della celebre attrice e poi sempre più disinvolto nel ruolo tagliato apposta per lui, al punto di potersi doppiare da solo; e Caprioli, la cui deliziosa interpretazione del laido personaggio toccatogli ha costituito un vero divertimento per lui e la Magnani che, essendo amici di lunga data, sembravano recitare sul palcoscenico d’un vecchio varietà.

Il programma è stato portato a termine in un tempo di lavorazione quanto mai ridotto: quattro settimane per i film più lunghi e tre per L’automobile. Un vero record, ottenuto grazie all’impegno dei componenti il cast artistico e quello tecnico, tutti di primissimo ordine e fra cui si contano ben tre premi Oscar: la protagonista Anna Magnani, il regista Giannetti e il direttore della fotografia De Santis. Va ricordato, inoltre, l’impareggiabile apporto dato da Leo Barboni che, sebbene fosse affetto da un male inesorabile, ha voluto prestare la sua opera finché è riuscito a tenersi in piedi. Al termine del terzo film, dovette ricoverarsi in clinica, dove si spegneva poco dopo. Le ultime sue immagini, quelle della spaventosa notte che conclude 1943, sono le più belle da lui realizzate.

Le riprese sono state effettuate in interni negli studi De Paolis e in esterni soprattutto a Roma e nei dintorni, durante l’estate scorsa. Girare a Roma è stato un’impresa pure se tutte le autorità cittadine, grazie anche al nome della Magnani che funzionava da eccellente passe-partout, hanno agevolato il più possibile il lavoro. Il direttore di produzione e gli altri responsabili dell’organizzazione hanno rischiato l’esaurimento nervoso per ripulire strade e monumenti, dal Campidoglio al Colosseo, degli elementi della civiltà contemporanea: bloccato il traffico, spostate le auto, cancellate le strisce pedonali, rimossi i cartelli della segnaletica stradale, mascherate le antenne televisive, coperte le insegne pubblicitarie, fino a restituire alla città l’aspetto che aveva al tempo dell’azione. C’è uno episodio curioso da segnalare, avvenuto durante la lavorazione: mentre a ferragosto, all’interno dei Marcati Traianei, si girava la scena finale di 1870 con Mastroianni morente e la Magnani accanto a consolarlo, una gran folla di turisti stranieri si è assiepata intorno e, dopo aver seguito in perfetto silenzio tutta la ripresa, è scoppiata in un applauso scrosciante. Una testimonianza spontanea dell’ammirazione suscitata dall’intensità interpretativa dei due attori e il più bel premio, forse, per coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa serie di film per la TV.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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