Camicie rosse di Goffredo Alessandrini e Francesco Rosi 1952

Disponendo di una interprete come Anna Magnani, era naturale che il film Camicie rosse divenisse il film di Anita

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Anna Magnani (Anita Garibaldi)

Roma, ottobre 1952

Le esigenze commerciali della produzione cinematografica hanno spesso ridotto la storia a una risibile falsità. Oggidì lo spettatore comune dinanzi all’avvertenza: film storico, pensa ad una cinematografia deteriore che, attraverso una montatura coreografica di finzione, indulga al bisogno d’evasione d’un pubblico sensibile solo a rievocazioni nazionalistiche o, almeno, genericamente romantiche.

Troppi film d’ambiente storico sono stati collocati nella cornice di cartapesta di una troppo facile ricostruzione ambientale per solleticare il gusto d’una società.

La storia nel cinema va riportata entro i suoi confini che sono la verità e la poesia. D’altro canto tra scienza e sogno, termini soltanto apparentemente contraddittori, il cinema storico ha potuto nel passato pervenire a risultati irreprensibili nel loro fondamento culturale. Ed è tra questi risultati che bisogna inserire oggi l’opera impegnativa di Goffredo Alessandrini e Francesco Rosi, Camicie rosse.

Evidentemente la scelta d’uno degli episodi meno gloriosi (ma non per questo meno fulgidi di eroismo) dell’avventura garibaldina, è stato dettato dal timore di cadere in una vuota retorica, tanto condannabile in film di tal genere quanto più si indulge a quelle esigenze di cassetta di cui parlavo all’inizio.. E grande era il pericolo in un film che narra di quelle gesta a cui si ispirano ancor oggi gli artefici delle arti belle, in un film che ha come personaggio l’Eroe, l’uomo a cui fanno riferimento tutti coloro che parlano di libertà.

Consci di questo pericolo, gli autori di Camicie rosse hanno preferito puntare sul brano della vita di Garibaldi che, pur lasciando integre le sue virtù di Condottiero, ponesse in risalto più che altro le sue doti umane. In Camicie rosse vi è un Garibaldi che deve lottare per non lasciarsi abbattere dallo sconforto, un Garibaldi che ama e soffre per la compagna che volle seguirlo sempre, in ogni attimo della sua tempestosa vita, Anna Maria Riberas de Silva, Anita.

Questa figura di donna, passata ormai nelle leggenda del nostro Risorgimento, era un personaggio troppo avvincente per non farne il fulcro della vicenda che ad altri pregi anteponeste quelli dell’arte. E disponendo di una interprete come Anna Magnani, era naturale che il film Camicie rosse divenisse il film di Anita. Il film di quella donna forte ed eroica divenuta ormai un simbolo che ha vivificato con il suo sangue una fede, una causa, un ideale. La Magnani, con il suo forte temperamento, la sua acuta sensibilità, il suo carattere volitivo, la sua naturale energia, poteva essere la sola interprete di un tale personaggio.

Camicie rosse narra le ultime giornate della generosa vita di Anita vicino al suo uomo. Un punto di vista non troppo ortodosso, forse, per raccontare la storia… ma quanto se n’avvantaggia l’arte!

Si dimentica troppo facilmente parlando degli Eroi, che si sono uomini come gli altri e appunto per questo si elevano con le loro virtù, affatto umane, trai loro simili. Camicie rosse ci fa ricordare in ogni momento tale verità.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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