Ritorna Jean Renoir

L’incontro fra regista e protagonista fu cordialissimo e a tale cordialità sarà certamente improntata la lavorazione del film che s’inizierà presto.

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Anna Magnani e Jean Renoir
Anna Magnani e Jean Renoir in casa del produttore Vassarotti

Roma, giugno 1951

Dopo più di dieci anni dalla sua prima visita del 1940, Jean Renoir, l’autore di La grande illusion e di La bête humaine, è tornato a Roma per ragioni di lavoro. In questi dieci anni tra la guerra e il dopoguerra, il regista francese ha girato il mondo e non ha mai piantato le tende stabilmente.

Una cortigiana chiamò in Italia Renoir dieci anni fa, una cortigiana bellissima e fatale, Tosca; un’altra cortigiana lo fa tornare adesso in Italia, la protagonista di La carrozza del Santissimo Sacramento. Questa cortigiana avrà il volto scapigliato e gli scatti felini di Anna Magnani.

Alcuni amici si sono riuniti nella villa del produttore Vassarotti, sulla via Nomentana, per dare il benvenuto al regista francese. Jean Renoir è arrivato puntualmente, scapigliato, disordinato, s’è buttato su una poltrona e ha cominciato a parlare del più e del meno con vecchie e nuovo conoscenze. Successivamente s’è iniziata la proiezione del suo vecchio e glorioso film, La grande illusion girato nel ’36 con Jean Gabin, Erich von Stroheim, Pierre Fresnay. Prima che cominciasse la proiezione, Renoir ha parlato ai presenti ed ha accennato ai molti tagli operati dalla censura del mondo intero su questo suo discusso e combattuto film. «Questa che vedremo — ha detto il regista, con un certo compiacimento — è una copia pressoché completa, sfuggita alle forbici di Madama Anastasia». Ma Renoir s’illudeva: se la Grande illusion era sfuggita alle forbici della Censura, non s’era potuta sottrarre ai tagli operati nelle cabine di proiezione. Quella sera il film apparve agli spettatori che lo conoscevano più mutilato del solito…

Nel corso della serata i molti spettatori che si pigiavano in una saletta riservata abitualmente a pochi intimi, dopo essersi ristorati con paste rustiche e grossi bicchieri di whisky, dettero inizio a una vera ecatombe di bicchieri che i disattenti camerieri avevano lasciato nelle loro mani. Il triste primato distruttivo toccò ad Ercole Patti che ne frantumò da solo quattro, rovinando un pregevole servizio di bibite. Alla fine della proiezione apparve fresca e sorridente Anna Magnani, ristabilita da una lunga noiosa forma influenzale. L’incontro fra regista e protagonista fu cordialissimo e a tale cordialità sarà certamente improntata la lavorazione del film che s’inizierà presto.

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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