Mostra di Venezia 1948: Contrastato Amore di Rossellini

Anna Magnani e Giulio Andreotti alla prima del film Amore alla Mostra di Venezia 1948
Anna Magnani e Giulio Andreotti alla prima del film Amore alla Mostra di Venezia 1948

Venezia, agosto 1948

… Una gondola abbandonata sotto il Ponte dei Sospiri è cioè nel punto in cui tutta Venezia e tutti gli ospiti di Venezia passano almeno due volte al giorno, portava la réclame di Amore il film di Roberto Rossellini presentato al Festival.

Anna Magnani è giunta a Venezia per presenziare alla prima del film in due episodi Amore, da lei interpretati. La sera della proiezione, nella fila di poltrone definita “delle autorità” sedevano (da sinistra a destra): il direttore dell’Incom, azzoppato da un incidente, con un piede ingessato ed avviluppato in una pantofola di lana caprina, ma distintamente in smoking estivo, Roberto Rossellini, il regista di Amore in smoking nero, Jean Cocteau, autore dell’atto unico La voce umana, da cui è stato tratto il primo episodio del film Amore, il Sottosegretario Andreotti, timidino nel suo smoking estivo, Anna Magnani, in abito nero scollato, senza spalline, il conte Zorzi, Presidente della “disorganizzazione” cinematografica veneziana, e il giornalista Alberto Consiglio, direttore del quotidiano napoletano Risorgimento. Alla fine del film, che ha avuto un tiepido successo, il regista Rossellini, fra gli applausi dei simpatizzanti e del dottor Gualino, vice presidente d’una casa cinematografica italiana che ha prodotto L’onorevole Angelina con la Magnani, si è alzato commosso ed ha baciato sulla fronte “Annetta nostra”, come la chiamano gli amici. Il “bacetto” è tradizionale per la Magnani: lo aveva già dato a Rossellini alla fine di una visione privata di Amore, data a Roma per la stampa; lo aveva già dato a De Sica in occasione dei Nastri d’argento; dunque, volete un bacetto da Anna Magnani? Riunitevi in gruppo e battete cordialmente le mani.

Anna Magnani e Renato Castellani alla Mostra di Venezia 1948
Anna Magnani e Renato Castellani alla Mostra di Venezia 1948

La nota giornalista americana Elsa Maxwell dopo aver assistito alla proiezione di Amore a Venezia, è uscita piangente dalla sala e ha detto che «la Magnani è la più grande attrice del mondo, oggi, ed è un peccato che faccia dei film come Amore che non sono per il grande pubblico (secondo lei), ma destinati a pochi eletti».
Uno scambio di cortesissimi complimenti ha pure avuto luogo tra Anna Magnani e il regista Renato Castellani. Nannarella ha avuto slanci di simpatia e cordialità nei riguardi di Castellani, veramente toccanti. A sua volta il regista di Sotto il sole di Roma, dopo aver visto Amore ha detto: «È troppo brava, è veramente troppo brava» e si è precipitato a scrivere una lettera a Nannarella che le ha fatto recapitare nella sua camera dell’albergo, insieme a una grossa gardenia.

Anna Magnani e Jean Cocteau alla Mostra di Venezia 1948
Anna Magnani e Jean Cocteau alla Mostra di Venezia 1948

La critica…

Come è noto, il lavoro è suddiviso in due distinti episodi: La voce umana di Jean Cocteau, e Il miracolo, su soggetto di Federico Fellini. Il film vuole essere, come in effetti è, soprattutto un eccezionale “exploit” di Anna Magnani, che si rivela qui, una volta di più, attrice in possesso di straordinarie doti drammatiche ed espressive. Amore potrà anche non avere quelle qualità commerciali che sono prerogativa di quasi tutte le interpretazioni di Anna Magnani, ma sarà ricordato come una delle sue più incisive creazioni, sia nella prima che nella seconda parte. Anche la realizzazione, dal punto di vista tecnico, ha dei pregi indiscutibili. Malgrado alcuni pareri discordi, a parte l’interpretazione, il successo è stato calorosissimo. Anna Magnani e Roberto Rossellini, presenti, insieme a Jean Cocteau, alla visione, sono stati lungamente applauditi alla fine di ciascuno dei due episodi.

Rossellini ha inteso darci un racconto popolare, costruito secondo gli schemi del verismo ottocentesco; e difatti, lo spunto arieggia le Novelle della Pescara, per la sua sensualità elementare e per il suo mitico folclore, appena aggiornati da una certa crudezza all’americana. Questo film fa parte a sé, rispetto alla precedente produzione di Rossellini. E ci si domanda un poco perplessi come si concilia col mondo coerente di Città aperta, di Paisà e, pur coi suoi difetti, di Germania anno zero.
L’unica giustificazione sembrerebbe il partito che codesti testi offrivano alla interpretazione della Magnani; che nel monologo di Cocteau impegna con impetuosa commozione tutto il suo repertorio di attrice drammatica e nel Miracolo, dopo aver giocato di abilità impostando un personaggio fittizio, ha momenti di intensa e sofferta espressività.

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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