Anna Magnani è tornata da Parigi

Anna Magnani al pianoforte
Anna Magnani al pianoforte di casa sua 1947

Roma, giugno 1947

Anna Magnani che ha recentemente raccolto un grande successo nella capitale francese, è ritornata a Roma, per partecipare alla lavorazione del film L’onorevole Angelina che è entrato in cantiere nei giorni scorsi per la regia di Luigi Zampa.

Sono andata da lei alle tre del pomeriggio, nonostante il caldo e nonostante che abiti diagonalmente dall’altro capo della città, perché quello che avrebbe potuto raccontarmi sarebbe stato senza dubbio notevole, originale. Anna Magnani abita in un appartamento grande e bellissimo che si affaccia sulla Piazza di San Giovanni, accanto alle vecchie mura romane. Mi vengono ad aprire una cameriera e tre cani. Io non sono molto abile a distinguere le razze ma penso debbano essere due bassotti e un carboncino. Grosse colane di legno colorato, rispettivamente gialle, verdi e turchese, ornano i loro colli. Abbaiano e mi precedono nel salotto spazioso. La prima cosa che noto è un grande ritratto di Anna, dipinto da Tabet; c’è un pianoforte e un’altra mezza dozzina di strumenti musicali, compreso un piccolo banjo tinto d’indaco. Continuando l’esame scopro belle cose dell’Ottocento, una lampada, un piccolo mobile, tutti oggetti di un gusto sicuro e raffinato e anche la vestaglia che Anna indossa, chiara e spumosa, è scelta con lo stesso gusto: qui l’Anna Magnani che il pubblico conosce non esiste più: qui Anna legge, ascolta dischi di musica sinfonica su quel grande radio-grammofono, studia e racconta bellissime storie al suo bambino dei magnifici occhi e dalle mani bellissime.
Anna Magnani è stata a Parigi: una folla enorme l’aspettava alla stazione, l’ha aspettata tutti i giorni davanti al suo albergo, al teatro di posa. Ha dovuto firmare quintali di fotografie, concedere mille interviste, sorridere a mille obbiettivi. È arrivata a Parigi notissima e preceduta soltanto da Roma città aperta. Molte attrici sono divenute popolari quasi di colpo, ma nessuna credo con la facilità e la celerità di Anna.
È arrivata a Parigi di mattina e ha voluto subito cominciare a visitarla, non era mai stata in quella città e in treno si era tracciato un programma: c’erano tante cose che desiderava vedere da anni e voleva dividere bene il suo tempo! Passò due giornate al Louvre, si perse nei giardini di Versailles, sola sola se ne andò a Fontainebleau. Fu libera per una settimana e l’ottavo giorno si chiuse in un piccolo teatro di posa, quello di via Forest, dimenticò Parigi, le cose viste e quelle che l’aspettavano, dimenticò se stessa: ora doveva dar vita a un’altra donna, una donna triste, malata, innamorata di un uomo più giovane che le sfugge…
Voi indubbiamente avete sentito parlare del lavoro di Cocteau La voix humaine: è un’unica scena, un lungo monologo.
Berthe Bovy lo recitò per prima a una sua serata d’onore. La voix humaine è uno di quei pezzi di bravura, insomma, che consacrano definitivamente le capacità d’una attrice.
Ora, da questo soggetto, Rossellini ha voluto trarre un film, ma non ha fatto quello che di solito succede in questi casi: tagli, sostituzioni, scene aggiunte. Niente di questo: nel mezzo del teatro ci sono le pareti tappezzate di rosso di una camera da letto, separata da una tenda rossa, sollevata a metà dalla toilette. In quest’ambiente si svolgerà tutto il film. C’è un armadio chiuso, due poltroncine bianche e un piccolo sofà rossi, un letto sfatto, un comodino, Anna Magnani e Rossellini prendono gli ultimi accordi: fra poco di comincerà a girare.
Anna scivola nel letto… “Azione!…”
Anna legge; il libro non l’interessa molto ed ha anche un po’ di mal di testa, è distratta. Aspetta e non vuol dirlo neppure a se stessa, cerca di fermare la sua attenzione sulla storia del libro, cerca inutilmente… Il telefono squilla. Il libro gettato lontano, si chiude. ha perso il segno ma non importa. Ecco, allunga la mano, stacca la cornetta: ha paura di una delusione, potrebbe anche non essere lui… “Pronto!”
Anna ha vissuto giorni meravigliosi e terribili: mai prima d’allora aveva trovata una parte simile, avuta una responsabilità simile, recitato in quel simile modo.
Appena finito il lavoro continuava a muoversi, a pensare, a soffrire per la donna malata e innamorata a cui aveva dato vita. Per liberarsene (ma le spiaceva liberarsene, ha confessato) ha accettato finalmente gli inviti della stampa, è andata a feste, a pranzi, ha ripreso le peregrinazioni per Parigi.
Poi arrivò il telegramma della Lux: prima della partenza aveva firmato un contratto e adesso la preparazione per il nuovo film era terminata, bisognava cominciare le riprese…

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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