Lettera aperta ad Anna Magnani

Anna Magnani, Aldo Fabrizi Roma città aperta (1945)
Anna Magnani, Aldo Fabrizi Roma città aperta (1945)

Milano, gennaio 1947

Illustre signora, leggo in un quotidiano milanese queste parole che mi riempiono due volte di gioia: “La cinematografia italiana ha fatto un grosso colpo, e proprio là dove era più difficile farlo: in America, Olimpo fino a ieri incontrastato di capolavori e di dive. Ad Anna Magnani, interprete di Roma città aperta, il film di Roberto Rossellini che ha battuto in America ogni primato di cassetta, il Comitato Artistico Americano ha assegnato il Premio per la migliore attrice mondiale del 1946; e nella graduatoria per i film migliori Roma, città aperta è stato classificato al secondo posto dopo Enrico V di Olivier.
Primo premio mondiale; vale a dire: la migliore attrice cinematografica del globo: e se tale riconoscimento conferma quella che i suoi intimi dicevano già essere, signora Anna, la sua opinione in proposito (ragion per cui la sua sorpresa dev’essere stata assai minore della nostra), noi, diciamo la verità, non osavamo sperare tanto. Non perché lei non si meriti la luminosissima laurea, intendiamoci: ma perché il Comitato si ritrova perennemente sotto gli occhi di tutto il Pantheon di Hollywood, la quale, fra l’altro, è a due passi del Comitato; ed è bello pensare a quei Soloni della celluloide, che tengono il premio in una mano e il cannocchiale nell’altro per cercare lei, signora Anna nostra, attraverso l’Atlantico e il Mediterraneo.
Ma un grande e invidiatissimo onore comporta, come tutti gli onori, qualche sacrificio e qualche responsabilità. Mi spiego: dopo che lei ha conquistato il premio, noi non possiamo pensare di rivederla su un palcoscenico di rivista infilar strofette il cui primo verso finisce in “racchia” e il secondo con la rima di Petrolini; non possiamo pensare che ella accetti di far ridere il pubblico, come avveniva in Pio, pio, pio…, accennando a uno di quei bazar galanti cui il signor Georges Bidault forse, dimentico della tradizione del Parc aux Cerfs, ha messo il catenaccio in tutta Francia; non possiamo immaginarla più in funzione di distributrice di “Te possino” di “Li morté” e di “Va’ a mmorì”, accompagnati da gesti che il marchese Antonio De Curtis, popolare col nome di Totò, può permettersi essendo un uomo e pensando che fra i suoi spettatori non esistano signorine minorenni, uscite due ore innanzi dal collegio. Lo dica, ai suoi e miei amici, autori di riviste, che da domani debbono rinunciare a questo non elettissimo armamentario. E se col pretesto che il pubblico ride a la casetta si riempie di banconote svalutate ma sempre apprezzabili, essi volessero indurla daccapo a prodigar vocaboli alla Giggi er bullo e invettive non scevre di allusioni biochimiche, lei si rifiuti energicamente. Lei risponda: “Ohe’, regazzi, che scherziamo? Io so’ er primo premio”, e indichi loro l’uscita del suo modernissimo appartamento. E se quelli seguitassero a insistere, lei troverà certamente nel suo dizionario romanesco le drastiche locuzioni con cui… Oh, mi scusi.
E viva dunque lei, signora Anna; viva Roma città aperta, che batte in America tutti i “records” d’incasso (chi l’avrebbe detto a Scipione l’Africano, ai suoi mille elefanti e alle sue duemila battaglie di Zama?), viva Rossellini, secondo premio mondiale; viva la nostra cinematografia; viva… Un momento: mi par di sentire Aldo Fabrizi: “Il premio alla sora Anna, va bene; ma la sora Anna, al finale della prima parte, aveva bell’e finito di lavorare, mentre io dovevo andare fino in fondo, e a quella maniera; se il Comitato non mi dà il premio per il miglior attore, una letteraccia, me possino cecamme, non gliela leva nessuno, non gliela leva…”
Veda di ammansirlo. signora Anna. E accolga, con le congratulazioni, i devoti ossequi di
Angelo Frattini

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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