Dopo abbasso la miseria abbasso la ricchezza

Anna Magnani e Vittorio De Sica in Abbasso la ricchezza! (1946)
Anna Magnani e Vittorio De Sica in Abbasso la ricchezza! (1946)

Novembre 1946

In America, la produzione si divide in tre categorie A, B, C, a seconda del genere e dei mezzi impiegati per la realizzazione dei film. In Italia non esiste niente di simile ma possiamo dividere e classificare così le nostre pellicole: A) Quelle che soddisfano la critica (pochissime) e generalmente fanno fallire il produttore; B) Quelle che non piacciono alla critica ma incontrano il favore del pubblico; C) Quelle che non piacciono né all’una né agli altri. In America, dato che hanno fatto del loro cinema una florida industria, tolte una due riviste dedicate alla critica seria, è proibito parlar male dei film. Per noi, che vorremmo farne, pia illusione, un’arte, è quasi obbligatorio parlar male delle ultime due categorie, tollerando con magnanimità la prima.
Giudicando con gli stessi criteri usati per un quadro di Ruisdael o del Cranach, per la musica di Borodin e una poesia di Goldsmith, dimostriamo di non aver capito il cinema. L’85 % dei nostri simili trova “fantastici, meravigliosi” la rivista Grand Hotel, i quadri di Cascella, i film di Gallone; è dunque perfettamente inutile cercar di ammannir loro L’uomo di Aran (categoria A in pieno, fallimento compreso) invece di Abbasso la ricchezza! serie B, che li manderà a casa lieti di aver bene speso il loro tempo e il loro denaro. Tutta questa seria e lunga tirata è per spiegarvi come, invece di urlare di una santa indignazione, dirò un mucchietto di bene di quest’ultimo film di Righelli, tratto da un suo soggetto, girato sotto l’egida della Lux negli stabilimenti dell’Aci.
Abbasso la ricchezza! è gemello di Abbasso la miseria! che ha ottenuto un successo di cassetta notevole: ha l’obbligo di emularlo e, se possibile, di superarlo.
Anna Magnani, nella parte della nuova ricca, ci ha dato un’interpretazione vivace e gustosa: questa volta Anna era “nei suoi panni” e non ha voluto perdere l’occasione. I suoi tentativi di seguire i discorsi profondi, di restar pettinata, di non agitare le mani, di non alzare la voce sono divertenti; le sue gaffes divertentissime. L’aria di sollievo, di beatitudine con la quale abbandona il ruolo di “madame” per tornare a essere “la sora Gioconda” è un piccolo poema. Anna è, modestamente, molto soddisfatta di sé ed è sicura che il film piacerà molto.

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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