Rossellini va in America

Ottobre 1946

Roberto Rossellini è partito per l’America. Dopo una breve sosta a Cannes (1), dove ha assistito alla proiezione di Roma città aperta che partecipava a quel festival cinematografico, ha proseguito in aereo alla volta di New York e di Hollywood per studiare e preparare la realizzazione del film che si è impegnato a dirigere per conto di una grande casa americana.
È la prima volta che un regista italiano attraversa l’oceano per andare a lavorare nella Mecca della celluloide; e le ragioni che l’hanno fatto chiamare laggiù aumentano il significato di questo viaggio il quale potrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo nella storia del cinema.
È sembrato a qualcuno che la spontaneità di Rossellini, il suo crudo e realistico modo di vedere la vita e di riprodurla con un sentimento semplice, sgombro di lenocinio, di leziosità, di artifici, quasi primitivo nella sua disadorna e ingenua immediatezza, possa essere una forza nuova capace di restituire vitalità al cinema. E se lo è portato in America per fargli fare un film che si adatti al suo temperamento e ne sfrutti, anche dal punto di vista commerciale, le singolari risorse: la riduzione del romanzo di Pietro Di Donato Cristo fra i muratori il quale narra la vita dura, misera e pittoresca dei più poveri emigranti italiani travolti nel feroce ingranaggio della spietata vita americana.
— Ho resistito per molti mesi alla lusinga del contratto — mi diceva Rossellini qualche giorno prima di partire. — Non volevo cadere senza difendermi in quel tremendo tritacarne che è l’America. Volevo avere delle garanzie e soprattutto, ponderare bene le clausole assai insidiose e tiranniche dell’accordo. Alla fine mi sono convinto che valeva la pena di rischiare: era una esperienza che andava fatta perché, comunque vada l’avventura, mi sarà molto utile.
— Resterai molto laggiù?
— Due mesi al massimo. Cercherò innanzi tutto di convincere i miei produttori di fare, prima di Cristo fra i muratori, un film su Trieste. È un argomento che appassiona molto il pubblico americano e la mia idea è già stata accolta con un certo favore. Se si concreterà tornerò subito in Italia per mettermi al lavoro con i miei collaboratori. Il film, che ho già tutto in testa, dovrebbe essere girato a Trieste e riprodurre le drammatiche condizioni morali e materiali in cui vivono attualmente quei nostri fratelli. Se per una ragione o per l’altra questo progetto a cui tengo moltissimo, non potesse essere realizzato, mi metterò subito in contatto con Di Donato per definire la riduzione del suo romanzo.
— In questo caso resteresti in America più a lungo…
— No. Mi basterà di raggiungere l’accordo sulla linea generale del rifacimento, perché di tratterà di un vero rifacimento. Cristo fra i muratori è un romanzo d’ambiente e come tale manca di una vicenda utilizzabile ai fini di una trasposizione cinematografica. Bisognerà inventare una, servendosi di molti episodi che già sono nel romanzo, ma eliminandone altri che mi sembrano piuttosto letterari e retorici.
— Porterai qualcuno dei tuoi collaboratori a Hollywood?
— Andrò solo. Verrà con me soltanto Anna Magnani che sarà l’interprete del film. Non amo gli attori lo sai. Poiché nessuno di essi è perfetto credo preferibili alle loro imperfezioni, viziate spesso dal mestiere, quelle dei non attori che sono genuini e autentici. Ma la Magnani ha un temperamento così vivo, una sensibilità così pronta e una così singolare schiettezza che non può essere confusa con gli altri attori del cinematografo. A mio avviso è insostituibile.

1. Accordi cinematografici italo-francesi. Una Delegazione Italiana, composta dai dirigenti dei gli Uffici ministeriali e delle Associazioni sindacali degli industriali e dei lavoratori della cinematografia italiana, hanno svolto a Parigi (dal 21 al 28 ottobre 1946) importanti trattative per la stipulazione di una convenzione per regolare i rapporti fra l’Italia e la Francia nei vari settori dell’industria cinematografica. Da parte francese le trattative sono state condotte dal Direttore Generale per la Cinematografia M. Fourré-Cormeray, M. Frogerais, Presidente della Camera Sindacale dei produttori, M. Louis Daquin, regista e rappresentante della cinematografia francese in Italia, da parte Italiana la Delegazione era presieduta dall’onorevole Alfredo Proia, presidente dell’Associazione dei Produttori, dal Dr. Calvino, Capo dei Servizi della Cinematografia alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’avv. Etile Monaco e dai rappresentanti dei lavoratori Alfredo Guarini e Roberto Rossellini, assistiti dall’Addetto Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi.

Annunci

Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.