Anna Magnani o Luise Rainer?

Milano, giugno 1946

Saprete, naturalmente, per averlo letto sui giornali in questi ultimi giorni, che Anna Magnani molto probabilmente andrà in America per interpretare una parte nel film Cristo fra i muratori, tratto dal romanzo omonimo di Pietro Di Donato. Avremo così tre italiani al lavoro in questo film: l’autore, che è dei nostri anche se nato laggiù; il regista, Roberto Rossellini; la protagonista femminile, Anna Magnani. Il romanzo racconta la storia di emigranti italiani, storia dura e dolorosa di lavoro e patimenti. E l’attrice nostra si troverebbe a suo agio nella parte della protagonista, una mamma popolana rimasta vedova con un bimbo che alleverà a costo di qualunque sacrificio. Il bimbo cresce fra i muratori, diventerà muratore anche lui. Ma è il cantiere della casa in costruzione, e i muratori che la costruiscono il grande protagonista del romanzo: uno tra i più belli di questi ultimi anni. Il romanzo stesso è già cinematografo, e Rossellini ne farà certo un’opera significativa.
In occasione delle recite milanesi di Anna Magnani abbiamo voluto parlare con l’attrice per sentire da lei quanto ci sia di vero nella notizia che la riguarda.
Ella possiede il carattere più docile del teatro e del cinema italiani… E quando, nel suo camerino del teatro Nuovo, dove si rappresentava Pio… pio… pio, le rivolgemmo la domanda che ci interessava, ci investì:

— Nun me parlà de st’America, anche tu!

Era vestita da Scampolo e la violenza della parlata romanesca assumeva un pittoresco particolare.

— Perché? Non è forse vero che devi andare?… Oppure non ci vai volentieri?

— Per essere vero è vero, ed io ce vò volentieri… sai, Hollywood è sempre Hollywood…

Si era quasi placata, e seduta davanti allo specchio si stava preparando per la prossima scena.

— E allora perché ti sei accesa quando ti ho parlato dell’America?

— Perché parlarne prima che sia tutto stabilito potrebbe portare sfortuna. Capirai, quella è una parte che me sta proprio bene… Ma c’è una difficoltà.

— Quale?

— Luisa.

— E chi è Luisa?

— La Rainer. Per la parte della mamma, nel film, siamo in lizza noi due. La Rainer è una grande attrice, e i produttori ricordano che ha fatto La buona terra, che potrebbe avere punti contatto con Cristo fra i muratori. Ma sanno che la gente del romanzo è italiana e hanno visto Roma città aperta che in America sta ottenendo molto successo… E allora titubano. Certo a me, per un verso, fa piacere sapermi in competizione con un’attrice come la Rainer, ma tu sai che le guerre belle sono solamente quelle vinte…

Anna Magnani era ormai completamente tranquilla, e parlava il più bell’italiano che noi avessimo mai sentito.
La cameriera l’aiutava adesso a vestirsi da amazzone.

— Il regista cosa dice? — chiediamo ancora.

— Rossellini appoggia naturalmente il mio nome. Abbiamo lavorato insieme e siamo buoni amici. Adesso sta finendo Paisà che è già acquistato per l’America. Me sa che sti americani cominciano a volerci bene.

— E la definizione della vertenza sarà rapida?

— Credo di sì.

— Signora Anna, tocca a lei… — avvertono da fuori.

E la Magnani se ne va lesta dopo averci salutati.
Noi vorremmo che restasse con noi in Italia dove c’è tanto da fare per un’attrice brava come lei. Ma certo, di fronte ad un’occasione come quella che le si presenta, non possiamo che augurarle buon viaggio. E pensiamo alla sua colorita parlata, a quel suo istintivo e sconcertante linguaggio romanesco portato laggiù in una Hollywood tutta leccata e precisa. Piacerà molto a Chaplin. Un temperamento come quello della Magnani laggiù può essere una trovata. A patto che Anna resti sempre Anna. Ossia un personaggio nostro: popolarescamente italiano.
In bocca al lupo, Anna Magnani!

Pralavorio

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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