Anna Magnani: Le parolacce me le fanno dire

Anna Magnani 1946

Milano, giugno 1946

Nannarella, detta “la coccola de Roma” ama Milano e i milanesi. I polentoni, dal canto loro, sembrano aver dimenticato che la Magnani è la più terrona dei terroni. Ogni sera al Teatro Nuovo un pubblico entusiasta, applaude Nannarella, si diverte, va addirittura in delirio anche quando non riesce a comprendere certe espressioni prettamente romanesche della più spontanea ed eclettica delle nostre attrici.
Qui a Milano il pubblico le parla dalla platea e dal loggione come a Roma, non la bracca per le strade, non la segue chiedendole consigli ed autografi. Ma la stima e la festeggia.
E Nannarella ne è felice.. Ce lo ha detto l’altra sera al Nuovo mentre indossava un completo nero da amazzone (da lei familiarmente soprannominato pinguino) per lo sketch Nuovi ricchi della rivista Pio… Pio… Pio…
Anna comincia ad averne abbastanza di certa stampa che da qualche tempo si va accanendo contro di lei per la annosa vicenda delle parolacce.
«Tutti quei critici acidi e bugiardi che si scagliano contro di me, contro quella delle parolacce, e credono probabilmente che io mi sforzi di trovare, per ogni rivista, doppi sensi i più triviali, che io abbia voluto creare e perpetuare il tipo dell’attrice sboccata, mi mettono addosso tanta malinconia. Essi non sanno, o fingono di ignorare che io sostengo una vera battaglia con gli autori delle mie riviste per evitare le sconcezze. Ma sono in tre, e a volte anche in quattro contro di me. E finiscono con lo spuntarla quasi sempre. Chi scrive, chi assume la responsabilità di una critica dovrebbe andare a fondo, sviscerare i pregi e i difetti di un’attrice, considerare anche il lato artistico. Il dire “ma va a morì ammazzato!” non esclude che si possano fare altre cose artistiche e pulite. C’è come un partito preso contro di me. Se altri pronunciano battute volgari o stornelli osceni, nessuno li rileva. Soltanto la Magnani ha l’esclusiva in questo campo, sembra».
Anna sospende per un attimo la sua requisitoria contro i critici. Prende il cerone e mentre si trucca prosegue: «Giorni or sono, a Torino, mentre si girava Il bandito di Lattuada, Amedeo Nazzari nel lanciarmi in faccia del liquido sbagliò la mira mi colpì agli occhi con grave danno delle ciglia finte incollate. La sua disattenzione mi faceva perdere del tempo prezioso; glielo feci rilevare un po’ risentita, ma senza perdere tuttavia il controllo di me stessa. Nazzari mi rispose sgarbatamente, insolentendomi. Il giorno dopo un quotidiano di Torino tributa a me le frasi villane pronunciate da Nazzari, considerandole, peraltro, normale amministrazione. E scriveva: “Con il frasario ben noto, la Magnani…” È molto triste tutto ciò» — ha concluso Nannarella — accarezzando languidamente il suo fedele e venerabile bassotto.
Abbandonammo quello spiacevole argomento per scivolare si di un altro assai più importante.
«È vero — le abbiamo domandato — che Rossellini vorrebbe condurla in America per girare Cristo fra i muratori di Pietro Di Donato? Ci andrebbe volentieri?»
«Andrò volentieri soltanto se saprò esattamente quello che dovrò fare. Vorrei andare in America per girare uno o due film italiani, non sogno Hollywood né invidio gli americani. Noi, italiani, secondo me, siamo arrivati a fare del cinema migliore del loro».
«Qual’è l’attrice americana che preferisce?»
«Greta Garbo, per la sua spiritualità. Ho altresì una profonda ammirazione per Bette Davis»
«Tra i registi italiani, qual è quello che l’ha maggiormente compressa?»
«Rossellini in Città aperta. Anche De Sica in Teresa Venerdì mi ha soddisfatta».
Mentre il collega Salvioni stava accendendo una sigaretta, la Magnani spense il cerino soffiandogli sopra energicamente: «Guai ad accendere in tre. Sono spaventosamente superstiziosa».
Parliamo quindi di Mistinguett arrivata in questi giorni a Milano. «È sempre la grande vedette française — afferma Nannarella — Mi ha dato l’impressione, però, di una donna che sta sempre sul chi vive». La Magnani ci confida inoltre di voler interpretare Margherita Gauthier a teatro, e George Sand sullo schermo.
«Chi è di scena, signori!». Insiste l’altoparlante.
«Un’ultima domanda, signora: Che ne pensa dell’amore?»
«È la sola ragione per vivere. La vita è arida senza amore» risponde con convinzione Anna Magnani e si allontana verso il palcoscenico, ancheggiando sapientemente.

Augusto Borselli

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Autore: tributetoannamagnani

"Tribute to Anna Magnani" è un progetto ideato e realizzato per rendere omaggio ad Anna Magnani, a scopo didattico e senza fini commerciali. For Study Purposes Only.

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